Informazioni

Orari di visita

Lun. Dalle 09.00 alle 14.00
Mar- Dom: dalle 09.00 alle 19.30

Info e Prenotazioni

Lun.-ven. 8.30-19.00
Sab. 08.30-13.00

Tel: +39 0115617776
Fax:+39 011 562 3157
E-mail: info@museitorino.it

Eventi in programma

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APERTURE SPECIALI DI APRILE

In occasione delle feste di Pasqua

sabato 15 e domenica 16 aprile

ore 9:00 – 21:00

lunedì 17 aprile

ore 9:00 – 18:30

In occasione della Festa della Liberazione e del 1° Maggio

Da sabato 22 a lunedì 24 aprile, sabato 29 e domenica 30 aprile

ore 9:00 – 23:00

martedì 25 aprile e martedì 1° maggio

ore 9:00 – 18:30

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La mostra vuole raccontare l’attività della Missione Archeologica Italiana (M.A.I.) in Egitto e del suo fondatore Ernesto Schiaparelli.
Il percorso, attraverso l’esposizione di più di 400 oggetti tra reperti, documenti, lettere, filmati, fotografie e manifesti storici, mira a trasportare il visitatore al tempo delle scoperte archeologiche che sono state alla base della formazione della collezione del Museo.

Un percorso che accompagna il visitatore indietro nel tempo, alla scoperta di una Torino, di un’Europa e di un Egitto inediti.

IL PERCORSO

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L’archeologia europea nel Mediterraneo prima della Grande Guerra

 

I decenni a cavallo tra Ottocento e Novecento si caratterizzano per la corsa europea alla conquista dell’Africa. L’Italia approfitta dei pochi vuoti di potere sullo scacchiere africano per avviare una politica coloniale. La sfortunata campagna etiopica del 1887-1896 sposta le mire italiane verso i territori del decadente impero turco: la Libia, dal 1911, e il Dodecaneso, dal 1912. La presenza di archeologi italiani in Nord Africa, Grecia e Mediterraneo orientale si basa perciò su motivazioni scientifiche e culturali, spesso sostenute da convinzioni ideologiche nazionaliste e inserite nel più generale interesse politico verso questi territori.

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Scopri il percorso della mostra

B – Ernesto Schiaparelli e il suo tempo

Ernesto Schiaparelli perviene nel 1894 alla direzione del Regio Museo di Antichità ed Egizio di Torino dove si dedica alla risistemazione della collezione, incrementandola con acquisti mirati e, dal 1903 al 1920, con fortunate campagne di scavo in Egitto.

C – L’archeologia italiana nel Mediterraneo Orientale

Alla fine dell’Ottocento, con considerevole ritardo rispetto ad altre missioni archeologiche europee che da tempo hanno avviato esplorazioni fuori dai propri confini, la prima missione archeologica italiana all’estero approda nel Mediterraneo orientale.

D – L’Egitto e la nascita dell’archeologia egiziana

La sezione ruota attorno all’Egitto che si affaccia al XX secolo, tra il protettorato britannico, mal sopportato dalla popolazione locale, i numerosi stranieri presenti sul territorio, che alimentano un’economia in crescita, e le importanti missioni di scavo attive su tutto il territorio.

E – Vita da archeologo

La preparazione delle missione archeologiche diretta da Schiaparelli richiede una pianificazione dettagliata della logistica. Ottenuti i permessi di scavo, si predispongono i viaggi, i materiali e le attrezzature da lavoro, e si contattano i fidati collaboratori.

F – Gli operai e lo scavo

“(…) si cominciò lo scavo con buon numero di operai, accresciuto poi sino oltre 300. (…) Gli uomini lavorano con certe zappettine brevi e larghe, quelle stesse che adoperano nei lavori agricoli, ma la più parte del lavoro è compiuto dai ragazzi che devono trasportare lontano il materiale scavato…”

G1 – Eliopoli e Giza

Gli scavi nei due grandi siti del Nord iniziano nel 1903, ma a Giza si concludono dopo la prima campagna, mentre a Eliopoli i lavori continuano fino al 1906.

G2 – La Valle delle Regine

Nel 1903, la Missione Italiana inizia i suoi lavori nella Valle delle Regine. Qui si esplorano circa sessanta tombe di dignitari, principi e spose reali del Nuovo Regno. La scoperta più importante è quella della tomba, già saccheggiata anticamente ma splendidamente decorata, della regina Nefertari (QV 66), moglie del faraone Ramesse II.

G3 – Merit e la tomba di Kha

Nel 1905 iniziano le campagne di scavo a Deir el-Medina, antica sede del villaggio degli artigiani attivi nella necropoli regale di Tebe Ovest durante il Nuovo Regno. Molti reperti sono rinvenuti nell’abitato, ma le scoperte più clamorose si fanno nella necropoli degli artigiani, in particolare la tomba del “direttore dei lavori nella Grande Sede” Kha e della moglie Merit.

G4 – Gebelein e Virginio Rosa

Gebelein, a pochi chilometri da Luxor, è un sito ricchissimo che attesta tutte le fasi della storia egiziana. Esplorata tra il 1910 e il 1920, la necropoli restituisce anche alcune tombe intatte. Tra queste, quella detta “degli Ignoti” o quella di Ini, un importante ufficiale amministrativo e clericale.

G5 – La necropoli di Assiut

Come Gebelein, anche Assiut è un antico centro provinciale, che restituisce importanti testimonianze di sepolture databili fra la fine dell’Antico Regno e il Medio Regno e appartenenti a gente comune, dignitari e governatori locali. La missione italiana vi compie ben sette campagne di scavo, tra il 1906 e il 1913.

H – Giovanni Marro e l’antropologia
in Egitto all’inizio del 900
Agli inizi del Novecento, il torinese Giovanni Marro, medico psichiatra, antropologo e collaboratore di Schiaparelli, mette a punto un programma di ricerche antropologiche in Egitto. A tal fine, egli intraprende una sistematica raccolta di mummie e scheletri completi, predinastici e dinastici, che andranno a costituire il primo nucleo delle collezioni del Museo di Antropologia ed Etnografia, da lui fondato nel 1926.

I – Dallo scavo al museo

Negli anni di attività della Missione Archeologica Italiana in Egitto giungono a Torino circa 30.000 oggetti, che costringono Schiaparelli a ripensare la struttura e l’allestimento del museo per fare spazio ai nuovi materiali.

LETTERE DALL’EGITTO

 

Oltre ai numerosi reperti trovati durante la missione possiamo ricostruire la storia mediante la meticolosa documentazione tenuta da Schiaparelli, Marro e gli altri sotto forma di diari, lettere e altri scritti.

  • Sulla scoperta della tomba di Kha e Merit

    “La tomba di Kha, nella quale era seppellita anche sua sorella [moglie] Mirit, era piena di ogni specie di suppellettile funebre in stato di conservazione perfetto. Mediante reciproche concessioni, la Direzione delle Antichità di Egitto ci consentì di esportarne la massima parte” - dalla relazione dei lavori per il Ministero del 9 ottobre 1906

  • Il viaggio

    “Sono accomodato in una cabinuccia ove siamo rinchiusi in quattro: volevo passare in I classe per essere più comodo ma anche là le cabine sono piene zeppe […]. In seconda classe le cabine sono in gran parte occupate da una compagnia teatrale che va a recitare appunto ad Alessandria d’Egitto. La prima poi è tutta di touristes che vanno laggiù a passare l’inverno. Vi saranno mi dicono più di 300 viaggiatori.” - Da una lettera di Francesco Ballerini alla moglie Lucia, del 17/12/1902

  • Trasporto dei reperti verso il Nilo per il loro trasferimento a Luxor

    “Il Signor Carter, Ispettore delle Antichità per l’Alto Egitto, incaricato di dividere fra il Museo del Cairo e quello di Torino il materiale raccolto, fu con noi assai largo, lasciandoci anche il coperchio e i frammenti del sarcofago [di Khaemwaset]”

  • La tomba del principe Khaemuaset

    “Finalmente oggi abbiamo finito di pulire la nostra tomba del principe Khamuas che è davvero la più bella tomba di principe che siasi scoperta in questi ultimi anni.” - Francesco Ballerini, Valle delle Regine, 18 febbraio 1903

  • Una necropoli a Nord

    “D’accordo con Bolos, vista l’urgenza, si è incominciato il lavoro in questa povera necropoli settentrionale: si saggeranno le località intatte e si rimetterà alla luce la tomba dipinta. Le mie future fotografie le spiegheranno ogni lavoro...” - Virginio Rosa, Gebelein, lettera a Schiaparelli del 14 gennaio 1911

  • La tomba di Kha

    “Gli scavatori si trovano di fronte a un considerevole strato di macerie che non risultano manomesse, ma costituite unicamente da bianche schegge di pietra calcare […] Il lavoro viene sollecitamente ripreso, sotto la sua diretta sorveglianza [= Schiaparelli]. L’allegria è ritornata”. Cronache romane dell’A.N.S.M.I. del 1906, poco prima della scoperta della tomba di Kha
  • L'accampamento

    “Intorno alla casettina sono disposte le cinque tende della nostra spedizione, tende abbastanza grandi, comode e robuste: sono quelle degli ufficiali nostri” F. Ballerini, Valle delle Regine, 6 febbraio 1903
  • La tomba del dignitario Pepinacht

    “Mettemmo in luce [..] anche una grande scala che ci condusse a una grande tomba della sesta dinastia finora sconosciuta; la tomba del dignitario Hikab [Pepinacht detto Hekaib] decorata con bassorilievi, che sono senza dubbio i più notevoli delle tombe di Assuan di quel periodo” - E. Schiaparelli, relazione del 19 luglio 1914
  • La tomba di Nefertari

    “Tutte le pareti erano coperte di pitture e di iscrizioni nello stile largo e bellissimo della prima parte del regno di Ramesse II, cadute in piccola parte per l’azione dell’acqua penetrata nella tomba, ma nella parte maggiore conservatissime e di freschezza veramente meravigliosa...” - Da un rapporto inviato da Schiaparelli al re Vittorio Emanuele III
  • L'accampamento - II

    "Questo grottone immenso è tutto aperto sul davanti e ai due lati dell’apertura su un piccolo poggio, come sentinelle avanzate, stanno le due tende del Direttor e mia l’una da un lato e l’altra dall’altro. Le altre tende sono tutte elevate dentro la grotta. Ne farò la fotografia." - F. Ballerini, Qau el-Kebir, 17 marzo 1905

Scuola Holden per Missione Egitto 1903 – 1920

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Per rendere il percorso ancora più avvincente, il Museo ha scelto la Scuola Holden come partner per sviluppare un percorso narrativo: sarà la voce di Ernesto Schiaparelli a guidare i visitatori accompagnandoli in un viaggio nel tempo.

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Orari:

 

Lunedì: Dalle 09.00 alle 14.00
Martedì – Domenica: dalle 09.00 alle 18.30
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Biglietto:

INTERO

(biglietto Unico Museo + Mostra)

€ 15,00

RIDOTTO 1

€ 11,00

RIDOTTO 2

(Da 6 a 14 anni)

€ 1,00

GRATUITO

Bambini fino a 5 anni;
Grandi invalidi; Accompagnatori
Membri International Council of Museums (ICOM)
Abbonamento Musei Torino Piemonte
Torino+Piemonte Card
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