Tali volumi costituiscono oggi il fiore all’occhiello della raccolta bibliotecaria.
Al 1863 risale l’acquisizione del primo numero della prestigiosa rivista “Zeitschrift für Ägyptische Sprache und Alterthumskunde”, di cui la biblioteca possiede eccezionalmente tutte le annate uscite fino a oggi.
Nei decenni successivi, fino al termine della II guerra mondiale, al patrimonio della biblioteca si sono aggiunti volumi oggi considerati di straordinario pregio e rarità, come:
e altri testi archeologici e filologici procurati da studiosi come Ernesto Schiaparelli e Giulio Farina.
Dopo la II guerra mondiale, pian piano la biblioteca incrementa le proprie consistenze, grazie anche a una politica di acquisti mirata, rivolta soprattutto al mercato antiquario, e a una generosa politica di donazioni, di cui si rendono protagonisti anche studiosi: è così che, per esempio, sono entrate a far parte del patrimonio dell’istituto
Nel 1968 Giuseppe Botti ha donato al Museo la sua ricca biblioteca personale; è stato invece l’avvocato Gianni Agnelli a donare alla biblioteca un testo di inestimabile valore, l’Histoire de l’art égyptien d’après les monuments, di Emmanuel Prisse d’Avennes, pubblicato a Parigi nel 1863.