Il sarcofago antropoide di Butehamon

Il sarcofago antropoide di Butehamon

Terzo Periodo Intermedio, XXI dinastia (990-970 a.C.)

il sarcofago antropoide di Butehamon

 

Legno, dipinto e verniciato
Terzo Periodo Intermedio, XXI dinastia (990-970 a.C.)
Provenienza: Tebe, TT 291, in seguito Collezione Drovetti, 1824
Nn. Inv. C. 2236, 2237 (CGT 10102, 10103)
Nel Terzo Periodo Intermedio in generale le tombe non venivano più decorate, così che i precedenti dipinti murari che rappresentavano scene iconografiche e testi funerari si trasformarono nelle elaborate decorazioni pittoriche dei sarcofagi. Butehamon, lo scriba regale della necropoli, fu sepolto in questo sarcofago antropoide (di forma umana), tipico della XXI dinastia, il quale venne poi sistemato ancora in un’altra bara dotata di un ulteriore «falso» coperchio. Il defunto porta una lunga parrucca riccamente intrecciata, legata da un diadema di boccioli di loto (simbolo della rinascita), e la barba divina arricciata e intrecciata (le barbe lisce erano riservate ai vivi). Ha le braccia incrociate e nelle mani tiene da un lato l’amuleto djed (che simboleggia una delle colonne che reggevano il paradiso, e rappresenta inoltre la spina dorsale di Osiride, nonché la parola «durare») e dall’altro l’amuleto tyet (un nodo protettivo). Sotto le braccia è raffigurata la barca solare sollevata da un gruppo di babbuini, e sotto di essa una grande immagine della dea Neith alata. Il resto della figura è decorato con testi sacri disposti quasi come fossero le bende della mummia, che racchiudono scene religiose. Nessuna porzione di superficie è priva di decorazioni. L’interno del sarcofago è stuccato in bianco e ricoperto di testi relativi al rituale della «Apertura della Bocca», scritti in ieratico.