Modello di imbarcazione

Modello di imbarcazione

Primo Periodo Intermedio - Medio Regno, XI dinastia - inizi XII dinastia (2050-1947 ca. a.C.)

Modello in legno di imbarcazione egizia

 

Legno
Primo Periodo Intermedio - Medio Regno, XI dinastia - inizi XII dinastia (2050-1947 ca. a.C.)
Provenienza: Assiut, tomba di Shemes, scavi Schiaparelli, 1908
N. Inv. S. 8657
In un paese come l’Egitto, che occupava e dipendeva da una stretta striscia di terra fertile sulle due rive del fiume, è comprensibile che il principale mezzo di viaggio e di trasporto fossero le imbarcazioni. Si immaginava che anche il sole attraversasse il cielo a bordo di una barca (la barca del sole). Nelle tombe venivano inseriti due tipi di modelli di imbarcazione: quelle con scafi cerimoniali o le barche a remi da lavoro in papiro. Le imbarcazioni con il sartiame gettato sul ponte simboleggiavano il viaggio verso nord (seguendo da sud a nord la corrente del Nilo), mentre quelle con l’albero ritto e le vele spiegate rappresentavano il viaggio verso sud (controcorrente). Questa barca, proveniente dalla tomba di Shemes, aveva l’intento magico di trasportare il defunto verso il dominio di Osiride (dio della vita dopo la morte) ad Abido. Dato che Assiut è a nord di Abido, la piccola barca avrebbe dovuto navigare controcorrente e quindi fare affidamento sulle proprie vele. In effetti, su questo modello tre marinai sono vicini all’albero (ora perso) nell’atto di alzare le vele e proprio dietro a loro si vede un baldacchino con due figure sedute, che probabilmente rappresentano il defunto in compagnia di un sacerdote o del figlio che funge da sacerdote. Seduto dietro di loro c’è un timoniere e a prua un gruppo di marinai di sentinella. Le figure sono tutte ritratte con la pelle rosso scuro, corti capelli neri tenuti a posto dalla «fascia del battelliere», e indossano gonnellini bianchi. I rettangoli bianchi sul ponte rappresentano il tavolato mobile (i rematori di norma iniziavano la loro lunga vogata stando in piedi e la terminavano sedendosi sui banchi situati fra le tavole rimosse). Un grande occhio udjat (l’occhio del dio falco Horus, che il malvagio Seth aveva fatto a pezzi, ma Thot risanato) è dipinto sul fianco della barca per tener lontano il male.