Mensa Isiaca

Mensa Isiaca

Epoca romana, I secolo d.C.

Mensa Isiaca

 

Bronzo intarsiato in altri metalli
Epoca romana, I secolo d.C.
Provenienza: acquistato a Roma da Pietro Bembo 1527, acquistato da Carlo Emanuele I di Savoia nel 1628, esposto per la prima volta al Museo Egizio nel 1832
N. Inv. C. 7155
L’Egitto esercitò un forte fascino sui Romani, che assorbirono con passione il culto di Iside. Dopo la battaglia di Azio (31 a.C.) e la morte di Cleopatra e Marco Antonio (30 a.C.), il culto fu però perseguitato, fino al I secolo d.C., quando l’imperatore Caligola (12-41 d.C.), discendente di Augusto e di Marco Antonio, costruì a Campo Marzio un grande tempio dedicato a Iside: l’Iseo Campense. Anche questa tavola di pregevole fattura fu prodotta nel corso del I secolo d.C., probabilmente a Roma. I geroglifici sono privi di senso e le scene di culto egizittizzanti non raffigurano veri e propri riti egizi. Alcuni dei bizzarri attributi non consentono di capire se le figure rappresentate siano divinità oppure sovrani. I motivi egizi compaiono un po’ ovunque alla rinfusa. Tuttavia la figura al centro di una cappella può essere identificata come Iside e ciò suggerisce che la tavola provenga da un luogo in cui si celebrava il culto della dea, forse lo stesso Iseo Campense. La tavola rappresenta un’importante testimonianza delle tecniche metallurgiche dell’antichità, con la superficie decorata con vari tipi di metalli preziosi colorati (argento, oro e oro con molto rame) e metalli vili. Forse il colore più interessante della tavola è il nero, di solito, ma non correttamente, ritenuto niello. In realtà, analisi condotte su oggetti romani con simili intarsi neri hanno rivelato che si trattava di una lega di rame e stagno con piccole quantità di oro o argento (circa il 2 per cento) per ottenere la quale era necessario immergere l’oggetto in acido organico. Sia Plinio (Naturalis historia) che Plutarco (Moralia) citano una pregiata lega di bronzo nero, il «bronzo corinzio», che conteneva oro e argento.