Il libro dei Morti di Iuefankh

Il libro dei Morti di Iuefankh

Periodo tolemaico (332-30 a.C.)

Il libro dei Morti di Iuefankh

 

Papiro
Periodo tolemaico (332-30 a.C.)
Provenienza: Tebe, in seguito Collezione Drovetti, 1824
N. Inv. C. 1791
In questa scena del Libro dei Morti di Iuefankh assistiamo al momento cruciale, ovvero il giudizio del defunto, la cosiddetta psichostasia o pesatura dell’anima. Il cuore del defunto, considerato la sede dell’intelligenza (che non era il cervello) si trova sul piatto di una bilancia in equilibrio di fronte a una piccola figura della dea Maat che porta sul capo la piuma di struzzo. La dea personifica l’idea dell’ordine cosmico, della giustizia e dell’armonia. Insieme a Thoth, Maat era garante della precisione. Thoth, che si manifestava in due sembianze, come babbuino e come ibis, era il dio della sapienza e della scrittura, che conosceva il calcolo. Veniva rappresentato sia come ibis che come babbuino. In quanto cuore (intelligenza) di Ra, eseguiva li calcoli delle fasi lunari. Maestro di esattezza, era il patrono degli scribi. Per la sua abilità nel calcolo ne era richiesta la presenza alla pesatura dell’anima. Thoth appare in questa scena seduto in cima alla bilancia con le sembianze di babbuino, e come un dio dalla testa di ibis che registra il risultato con la tavoletta e la penna a inchiostro davanti a una cappella del dio Osiride. Gli dei Horus e Anubis presiedono alla bilancia. Un animale ibrido Anmut) sopra un piccolo altare è in attesa del giudizio di Osiride. Se il defunto dovesse essere condannato, questo animale dal corpo di ippopotamo e testa di coccodrillo gli divorerebbe il cuore, impedendogli così di rinascere.