La mummia e la maschera di Merit

La mummia e la maschera di Merit

Nuovo Regno, XVIII dinastia, regni di Amenofi II, Thutmosi IV e Amenofi III (1479-1351 a.C.)

La mummia e la maschera di Merit

 

Maschera: cartonnage di lino, dorata, con occhi intarsiati di ossidiana, alabastro e vetro blu, ampio collare intarsiato con corniola e vetro
Nuovo Regno, XVIII dinastia, regni di Amenofi II, Thutmosi IV e Amenofi III (1479-1351 a.C.)
Provenienza: Deir el Medina, dalla tomba di Kha, scavi Schiaparelli, 1906
Nn. Inv. S. 8471, 8473
Il Museo Egizio deve gran parte della sua notorietà alla tomba riccamente corredata dell’architetto Kha. La quantità e la qualità di questo materiale sono sufficienti per un museo a sé. Una tomba di tale grandiosità avrà richiesto anni di preparazione, un processo che Kha ha sicuramente supervisionato mentre era in vita. Inaspettatamente preceduto nella morte dalla moglie Merit, l’addolorato vedovo Kha le assegnò il proprio sarcofago, che però era troppo grande per la mummia. Si rese quindi necessario inserire intorno alla mummia dei teli di lino, monogrammati per lui. La magnifica maschera in cartonnage dorato (una sorta di papier maché, in questo caso fatto di lino) fu intarsiata con pietre di colori diversi a indicare il bianco e la pupilla degli occhi, e con pasta vitrea blu per le eleganti sopraciglia e le linee del trucco. In modo simile, l’ampio collare fu intarsiato con pasta vitrea e corniola e il tutto venne riccamente dorato, un processo la cui realizzazione fu certamente più lunga dei settanta giorni richiesti per la mummificazione di Merit prima della sua sepoltura. L’opulenza della maschera, e il fatto che Kha non ne avesse una per la propria sepoltura, suggeriscono che la morte di Merit giunse inaspettata, e che il marito le offrì parte del proprio corredo funerario.