Il dedicante Penshenabu

Il dedicante Penshenabu

Nuovo Regno, XIX dinastia, regno di Ramesse II (1279-1213 a.C.)

Il dedicante Penshenabu

 

Calcare, dipinto
Nuovo Regno, XIX dinastia, regno di Ramesse II (1279-1213 a.C.)
Provenienza: probabilmente Tebe, in seguito Collezione Drovetti, 1824
N. Inv. C. 3032
Penshenabu era un funzionario civile che viveva nel villaggio di artigiani di Deir el-Medina, sito nella parte occidentale di Tebe, vicino alla Valle dei Re. Come la maggior parte dei suoi colleghi, venerava le principali divinità cittadine. In questo caso Penshenabu offre un altare sormontato da una testa d’ariete al dio Amon-Ra, una versione solare di Amon. Sulla sua spalla destra è tatuata un’immagine di Amon e, sulla sinistra, la regina divinizzata Ahmose-Nefertari, patrona del villaggio degli artigiani. Come la statua di Amenofi I, questa figura intendeva imitare l’alabastro egizio, ed è la ragione per cui soltanto i dettagli dei capelli e del volto sono evidenziati dai pigmenti, mentre le parti carnose sono lasciate bianche. La testa d’ariete, invece, intendeva somigliare a un’offerta vera, motivo per cui è interamente dipinta. L’iscrizione colloca Penshenabu durante il regno di Ramesse II. La scultura presenta delle analogie con il ritratto postumo di Amenofi I, ciò può quindi suggerire che entrambe siano state scolpite all’incirca nello stesso periodo. Questa scultura fu acquisita nel 1824 e un secolo più tardi la tomba di Penshenabu (TT 322) fu individuata e portata alla luce a Deir el-Medina.