Il re Ramesse II

Il re Ramesse II

Nuovo Regno, XIX dinastia, regno di Ramesse II (1279-1213 a.C.)

Statua del re Ramessee Secondo

 

Diorite
Nuovo Regno, XIX dinastia, regno di Ramesse II (1279-1213 a.C.)
Provenienza: Tebe, in seguito Collezione Drovetti, 1824
N. Inv. C. 1380
Questa scultura del Museo Egizio di Torino è rinomata in tutto il mondo come il ritratto capolavoro del faraone egizio più famoso e che ha regnato più a lungo. Re Ramesse II porta la Corona Blu o elmo di guerra e regge lo scettro heqa. Rompendo la tradizione dei ritratti reali, il grande generale indossa una veste lunga e ampia, con drappeggi asimmetrici che creano un’enorme manica scampanata, e ai piedi calza dei sandali. Senza la frapposizione del periodo di Amarna, il re sarebbe a piedi scalzi e indosserebbe il gonnellino che permetteva di muoversi liberamente sul campo di battaglia. Sono ancora le innovazioni artistiche di Amarna che rendono possibile per il volto un modellato più realistico per le orbite e le palpebre degli occhi. Il naso è molto grande, la bocca piccola in proporzione e il mento persino sfuggente, tutte fattezze insolite fino a quel periodo. Una concessione alla tradizione è rappresentata dall’incisione delle sopraciglia e dalle linee del trucco. Sotto i piedi del re sono scolpiti i nove archi, che simboleggiano le tribù straniere nemiche e, alla base della scultura, sono raffigurati anche due prigionieri, uno asiatico e uno nubiano, a sottolineare l’assoluta supremazia del re sull’Egitto e sui suoi possedimenti. A sinistra e a destra delle gambe del re, in scala minore rapportabile alla relativa importanza, vi sono le figure della regina Nefertari, citata nell’iscrizione come la prediletta della dea tebana Mut, e del figlio Amonherkhepeshef, definito come porta vessillo alla destra del re e figlio diletto.