Una sfinge

Una sfinge

Nuovo Regno, XIX dinastia, regno di Ramesse II (?) (1292-1186 a.C.)

Sfinge egizia

 

Arenaria
Nuovo Regno, XIX dinastia, regno di Ramesse II (?) (1292-1186 a.C.)
Provenienza: Karnak, probabilmente tempio di Amon-Ra-Harakhti, in seguito Collezione Drovetti, 1824
N. Inv. C. 1408
La sfinge egizia, diversa in quanto a forma dalla sfinge greca, rappresentava una metafora visiva per l’«immagine vivente» del re. Era un leone con la testa d’uomo, con o senza una barba liscia (non la divina barba arricciata dei morti). Si conoscono alcune sfingi femminili, come quella dell’usurpatrice del trono della XVIII dinastia, Hatshepsut. In genere la sfinge porta il copricapo nemes, ma un gruppo di sfingi del Medio Regno mostrano al posto la criniera di leone. Occasionalmente, la sfinge reca una testa di ariete, di sciacallo o di falco. La sfinge era raffigurata sia in posa distesa sia, meno frequentemente, eretta, nell’atto di calpestare i nemici e di solito era posta davanti ai templi, per lo più con una definita correlazione con il dio del sole, Amon-Ra, Ra-Harakhti ecc. A volte la sfinge era usata come mezzo per creare un percorso processionale di fronte al tempio o per connettere una cappella all’altra. La sfinge di Torino, distesa, che raffigura un possente leone (misura 147 cm in altezza), con una testa di re vestita del copricapo nemes, fa parte di una coppia. A causa della mancanza di iscrizioni e del fatto che la falda del copricapo nemes di una delle due sfingi è stato tagliato, esistono dubbi in merito alla loro datazione. Il volto grande con le guance piene, le palpebre pesanti, le labbra spesse corrugate agli angoli e i lobi delle orecchie perforati collocano queste sfingi in pieno periodo ramesside. La produzione scultorea del regno di Ramesse II fu così vasta da rendere plausibile che le sfingi risalgano a quel regno, e che i copricapi nemes siano poi stati in seguito riscolpiti in qualche punto. In ogni caso, sono entrambe prodotti della dinastia ramesside.