Gruppo di ushabti e cassetta per ushabti

Gruppo di ushabti e cassetta per ushabti

Tardo Nuovo Regno (1300-1200 a.C.), ushabti faïence: Periodo Tardo (1300 - IV secolo a.C.)

 Gruppo di ushabti e cassetta per ushabti

 

Ushabti: legno, steatite e faïence blu
Tardo Nuovo Regno (1300-1200 a.C.), ushabti faïence: Periodo Tardo (1300 - IV secolo a.C.)
Provenienza: sconosciuta, in seguito Collezione Drovetti, 1824
Nn. Inv. ushabti C. 2600, C. 2806, C. 2666, C. 2509 (esemplare in faïence), C. 2444 (scatola ushabti)
Nell’antico Egitto tutti lavoravano la terra seguendo i cicli delle alluvioni del Nilo. La morte non forniva una scusa valida per sottrarsi a questi doveri, così che nel Medio Regno vennero concepite le figure ushabti per «rispondere alla chiamata al lavoro» a favore del defunto, come confermato nel capitolo VI del Libro dei Morti. Gli ushabti mummiformi erano dotati di attrezzature agricole, quali larghe zappe a punta affilate e un cesto per i semi, appeso a una fune sul retro della figura. Nel Terzo Periodo Intermedio il numero ideale di ushabti in una tomba era di 365, uno per ogni giorno dell’anno egizio. Delle figure di sorveglianti, vestiti con gli abiti indossati in vita e muniti di fruste e bastoni, assicuravano che gli ushabti compissero il loro dovere, facendo così salire il numero delle statuette a 401. Gli ushabti furono inizialmente realizzati in legno e pietra, e in seguito, per via del gran numero richiesto, venivano fatti in faïence mediante degli stampi. Era consuetudine che gli ushabti venissero accuratamente riposti in una cassetta in legno decorata posta nella tomba.