I vasi canopi di Wah-ib-ra

I vasi canopi di Wah-ib-ra

Epoca Tarda, XXVI dinastia (664-525 a.C.)

I vasi canopi di Wah-ib-ra

 

Alabastro egizio
Epoca Tarda, XXVI dinastia (664-525 a.C.)
Provenienza: Menfi ?, in seguito Collezione Drovetti, 1824
N. Inv. C. 3208 (CGT 19028-19031)
Questi quattro vasi un tempo conservavano gli organi interni di Wah-ib-ra. Rimossi durante la mummificazione, gli organi venivano di solito collocati in vasi detti canopi che avevano come coperchio la testa della divinità protettrici pertinente, uno dei Quattro Figli di Horus. L’iconografia di queste divinità si era sviluppata nel Nuovo Regno. Amset rappresentato come un uomo che protegge il fegato e dal punto di vista spirituale l’essenza ka del defunto (e rivendicava la protezione di Iside). Hapi il babbuino salvaguardava i polmoni (era sotto l’influenza di Nefthi). Duamutef lo sciacallo proteggeva lo stomaco, e spiritualmente lo spirtito ba (ed era sotto la protezione della dea Neith). Kebehsenef il falcone proteggeva gli intestini e spiritualmente l’aspetto sa del defunto (era sotto la protezione della dea Selket, lo scorpione). Le iscrizioni su questi vasi invocano inoltre le dee Iside e Nefthi (sorelle), Nut e Selket, le quattro divinità protettrici dei morti, che sono spesso rappresentate sugli angoli dei sarcofagi e delle edicole funerarie. A volte, nella XXI dinastia, le pratiche funerarie variavano e gli organi interni venivano ricollocati nelle cavità essiccate del defunto. Tuttavia, la tradizione di inserire i vasi canopi nella tomba era così radicata che essi continuarono a essere fabbricati e a volte non erano vasi cavi, ma sagome di personaggi.