Attività di ricerca

I diari di scavo da Deir el-Medina 2026 – terza settimana

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Ultima settimana di lavoro a Deir el-Medina

Siamo ormai al termine anche di questa nuova stagione di lavoro a Deir el-Medina. Si è conclusa l’ultima settimana e ci prepariamo a ripartire: chi per rientrare a Torino e chi per avviare invece i lavori in un altro importante sito archeologico egiziano, quello di Coptos, poco a nord di Luxor -ma non temete, anche da Coptos avrete nostre notizie!

Gli ultimi giorni sono stati accompagnati dal volo dei palloni aerostatici che, subito dopo l’alba, colorano il cielo di Luxor, e dal progressivo aumento delle temperature, che in questo inverno egiziano hanno raggiunto anche i 30 gradi nelle ore diurne.



Figura 1: i palloni aerostatici riempiono il cielo di Luxor intorno al sito di Deir el-Medina. Foto: Paolo Del Vesco.

 

Con l’avvicinarsi della chiusura della missione, anche il ritmo del lavoro sul campo è aumentato e si è fatto più serrato per riuscire a completare le varie attività di documentazione e restauro avviate nelle settimane precedenti. L’obiettivo era di chiudere la missione raccogliendo la maggiore quantità possibile di dati e lasciando tutto in ordine e in sicurezza per le prossime stagioni di lavoro. In questo senso, il contributo di ogni membro del gruppo è stato fondamentale.

All’interno della tenda, organizzata in diverse postazioni di lavoro, il team si è occupato sia della documentazione che del restauro dei reperti.

 



Figura 2: Johannes impegnato nella schedatura di reperti particolari: resti di vecchi giornali ritrovati nella tomba che ci aiutano a ricostruire la storia della sua frequentazione dall’inizio del ‘900 in poi. Foto: Paolo Del Vesco.

 

Federico Poole e Johannes Auenmüller hanno concluso la schedatura e l’inserimento nel database dei numerosi oggetti rinvenuti.

Sara Aicardi ha lavorato inizialmente all’esterno della tenda alla ricostruzione di alcuni vasi, assemblati a partire dalle centinaia di frammenti raccolti durante lo scavo; si è poi occupata del pronto intervento sui piccoli reperti che lo richiedevano e della loro sistemazione accurata nei contenitori idonei. Paolo Del Vesco si è invece occupato del disegno dei frammenti di ceramica.



Figura 3: uno dei vasi parzialmente ricostruiti da Sara Aicardi a partire dai frammenti rinvenuti. Foto: Sara Aicardi.

 

All’esterno della tenda, intanto, nello studio temporaneo allestito nello spazio protetto della cappella della tomba, Nicola Dell’Aquila ha continuato a ritmo intenso con la documentazione fotografica di tutti i reperti, lavoro di estrema importanza per poi poter proseguire lo studio dei materiali una volta rientrati in Italia.



Figura 4: Nicola Dell’Aquila al lavoro all’interno della cappella della tomba. Foto: Paolo Del Vesco.

 

Il lavoro della missione non si è però svolto solo in superficie. Uno degli obiettivi principali di quest’anno era infatti il restauro e la messa in sicurezza della camera funeraria della tomba TT214, scavata e costruita vari metri sotto terra. In questo spazio angusto, illuminate da faretti e circondate dai vividi colori della decorazione che ne ricopre le pareti, Michela Cardinali e Marie-Claire Canepa hanno lavorato incessantemente per consolidare e colmare le lacune delle superfici pittoriche e degli strati preparatori.



Figura 5: Michela Cardinali e Marie-Claire Canepa al lavoro sulle pitture della camera funeraria della tomba. Foto: Paolo Del Vesco.

 

Nel corso della settimana abbiamo inoltre ricevuto la visita di membri di altre équipe attualmente impegnate nello studio e nel restauro di altre tombe della necropoli tebana, ricambiando in alcuni casi la visita. Sono momenti di scambio molto importanti e stimolanti che ci permettono di confrontare le situazioni e le problematiche incontrate durante il lavoro e di allineare eventualmente le varie metodologie impiegate, soprattutto nel campo del restauro.

Gli obiettivi prefissati per queste tre settimane di lavoro sono stati raggiunti. Ora non ci resta che depositare tutto nei vari magazzini, riporre la strumentazione, smontare la tenda, chiudere e sigillare nuovamente la tomba e salutare i colleghi di varie nazionalità che in queste settimane hanno lavorato accanto a noi impegnati in altri progetti di ricerca, comunque incentrati sul sito di Deir el-Medina.

Un’ultima corsa sul microbus, costeggiando il tempio di Medinet Habu, e infine il volo di rientro.



Figura 6: il microbus impiegato dalla missione sullo sfondo della necropoli di Deir el-Medina. Foto: Michela Cardinali.

 

Il lavoro e la ricerca non finiscono certo con la chiusura delle attività sul campo, anzi da qui continuano con lo studio dei materiali, dei contesti e delle architetture svolto nella biblioteca specializzata del Museo Egizio. Tante altre scoperte ci attendono con la ricerca di paralleli per i materiali rinvenuti, con l’analisi dettagliata degli scavi realizzati in passato o con lo studio di esempi simili di decorazione pittorica o di degradazione dei pigmenti.



Figura 7: il gruppo di lavoro al completo. Foto: Cédric Gobeil.

 

Adesso però è il momento dei saluti e dei ringraziamenti. Per primi quelli al gruppo di lavoro di questa stagione: abbiamo condiviso emozioni, lavoro, stanchezza, scoperte culinarie, soddisfazione, gioia, interessi, stupore e molto altro, sempre con grande professionalità, empatia, disponibilità e leggerezza. Un sincero ringraziamento va poi agli ispettori, ai guardiani e agli operai egiziani del sito e alla missione francese a Deir el-Medina dell’Ifao che con il suo supporto amministrativo e logistico concede a così tanti progetti di continuare lo studio di questo sito così affascinante.  E grazie a te, per averci seguito in questa missione. Alla prossima!

Se lo desideri, puoi sostenere le missioni di scavo del Museo Egizio e contribuire a far riemergere nuove storie. Dona ora:  https://dona.museoegizio.it/     
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