Attività di ricerca
ME-Scripta: il centro di ricerca internazionale sui papiri
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Il Museo Egizio a Torino conserva una delle collezioni di papiri e testimonianze documentali dell’antico Egitto più importanti al mondo: oltre 1.000 manoscritti e più di 30.000 frammenti tra papiri, ostraka (frammenti di calcare o ceramica) e reperti pergamenacei, che coprono oltre 3.000 anni di storia, sei diversi sistemi di scrittura e sette lingue. Gran parte di questo patrimonio si trova nei depositi e servono anni di attesa per catalogarli, restaurarli e studiarli.
È proprio dalla volontà di restituire questo patrimonio alla comunità scientifica e a tutto il pubblico che nasce ME-Scripta, il nuovo centro di ricerca sui papiri dell'antico Egitto una collezione che testimonia un importante cultura scrittoria sarà pienamente accessibile online, a disposizione della ricerca internazionale avanzata e del grande pubblico.
ME-Scripta è un'iniziativa strategica a lungo termine che accompagnerà il Museo Egizio fino al 2034, con l'obiettivo di trasformarlo in un centro di ricerca d’eccellenza per lo studio, la conservazione, la digitalizzazione e la divulgazione dei reperti scritti dell'antichità, con un'attenzione particolare ai papiri, agli ostraka e alle testimonianze pergamenacee.
Il nuovo centro di ricerca del Museo Egizio si fonda sul a lavoro già avviato con TPOP - Turin Papyrus Online Platform, la piattaforma open data che da 2018 resa accessibile una grande parte della collezione papirologica sia alla comunità accademica sia al pubblico generalista, e che ha peraltro ricevuto una menzione speciale all'European Museum of the Year Award 2018 e il riconoscimento European Heritage Awards / Europa Nostra Awards 2020.
ME-Scripta è anche il nome della piattaforma che evolverà per integrare, oltre ai papiri, anche ostraka, testimonianze pergamenacee e legature, diventando il primo ambiente di ricerca al mondo che permetterà a studiosi e studiose di lavorare simultaneamente sugli stessi materiali, ovunque si trovino.
Il progetto è organizzato su cinque obiettivi principali, con al centro il rilancio della ricerca papirologica a Torino. Il primo è la catalogazione e digitalizzazione completa di tutti gli oggetti scritti conservati al museo, attraverso inventari sistematici e imaging ad alta risoluzione anche per i testi più fragili o difficili da leggere. Il secondo è l'analisi filologica e testuale: la produzione di edizioni critiche e traduzioni annotate di testi finora inediti.
A questi si affianca lo studio materiale e la conservazione degli artefatti, con tecniche avanzate per indagare i supporti di scrittura, gli inchiostri e le tecniche di produzione dei manoscritti, incluse documentazione e modellazione 3D per i reperti più complessi.
Un ruolo importante sarà affidato anche alla formazione, con tirocini, summer school e workshop aperti a chi vorrà specializzarsi in egittologia, papirologia, restauro e digital humanities.
Infine, l'obiettivo dell'accessibilità: rendere i risultati della ricerca comprensibili e significativi anche per il pubblico museale, non solo per la comunità accademica, attraverso questa nuova infrastruttura di ricerca interdisciplinare, ME-Scripta permetterà lo studio critico, la conservazione e, allo stesso tempo, la divulgazione pubblica delle collezioni manoscritte del museo: la ricerca non resterà quindi confinata agli addetti ai lavori, ma diventerà patrimonio condiviso con il pubblico e con la città, contribuendo alla più ampia missione accademica e culturale dell'istituzione.
È in questa direzione che si inserisce anche l'intelligenza artificiale per lo studio dei papiri, pensata per riconoscere, confrontare e riunire virtualmente corpora oggi dispersi tra collezioni internazionali diverse.
Uno dei momenti pubblici più attesi di ME-Scripta sarà la mostra Gruppo di Soter del Museo Egizio, in programma dal dicembre 2027 al maggio 2028. Per la prima volta dopo due secoli verrà presentato un corpus di oggetti funerari attribuiti all'arconte Soter e alla sua famiglia, provenienti da una tomba tebana riutilizzata in epoca romana e oggi dispersi tra diverse collezioni europee, incluso il Museo Egizio. La mostra, accompagnata da un catalogo bilingue italiano-inglese, sarà un esempio concreto di come la ricerca scientifica possa tradursi in un'esperienza messa a disposizione di tutti.
Il centro di ricerca Museo Egizio nasce anche grazie a Fondazione CRT, il cui contributo è
fondamentale perché consente di investire sulle risorse umane, tecnologiche e scientifiche necessarie a realizzare questa visione: un vero e proprio progetto di ricerca costruito insieme a Fondazione CRT.
Grazie a questa collaborazione, il Museo Egizio può avviare fin da ora la costruzione della squadra di ricerca che guiderà il progetto nei prossimi anni, garantendo continuità e sostenibilità a un'iniziativa pensata per durare ben oltre la sua conclusione formale.
Il patrimonio scritto dell'antico Egitto conservato a Torino è già oggi in parte esplorabile online: la Turin Papyrus Online Platform è consultabile su collezionepapiri.museoegizio.it, punto di partenza da cui ME-Scripta prenderà il largo nei prossimi anni.
È proprio dalla volontà di restituire questo patrimonio alla comunità scientifica e a tutto il pubblico che nasce ME-Scripta, il nuovo centro di ricerca sui papiri dell'antico Egitto una collezione che testimonia un importante cultura scrittoria sarà pienamente accessibile online, a disposizione della ricerca internazionale avanzata e del grande pubblico.
Cos’è ME Scripta?
ME-Scripta è un'iniziativa strategica a lungo termine che accompagnerà il Museo Egizio fino al 2034, con l'obiettivo di trasformarlo in un centro di ricerca d’eccellenza per lo studio, la conservazione, la digitalizzazione e la divulgazione dei reperti scritti dell'antichità, con un'attenzione particolare ai papiri, agli ostraka e alle testimonianze pergamenacee.
Da TPOP a ME-Scripta: l'evoluzione di un progetto già premiato
Il nuovo centro di ricerca del Museo Egizio si fonda sul a lavoro già avviato con TPOP - Turin Papyrus Online Platform, la piattaforma open data che da 2018 resa accessibile una grande parte della collezione papirologica sia alla comunità accademica sia al pubblico generalista, e che ha peraltro ricevuto una menzione speciale all'European Museum of the Year Award 2018 e il riconoscimento European Heritage Awards / Europa Nostra Awards 2020.
ME-Scripta è anche il nome della piattaforma che evolverà per integrare, oltre ai papiri, anche ostraka, testimonianze pergamenacee e legature, diventando il primo ambiente di ricerca al mondo che permetterà a studiosi e studiose di lavorare simultaneamente sugli stessi materiali, ovunque si trovino.
Cosa cambierà: digitalizzazione, ricerca e intelligenza artificiale
Il progetto è organizzato su cinque obiettivi principali, con al centro il rilancio della ricerca papirologica a Torino. Il primo è la catalogazione e digitalizzazione completa di tutti gli oggetti scritti conservati al museo, attraverso inventari sistematici e imaging ad alta risoluzione anche per i testi più fragili o difficili da leggere. Il secondo è l'analisi filologica e testuale: la produzione di edizioni critiche e traduzioni annotate di testi finora inediti.
A questi si affianca lo studio materiale e la conservazione degli artefatti, con tecniche avanzate per indagare i supporti di scrittura, gli inchiostri e le tecniche di produzione dei manoscritti, incluse documentazione e modellazione 3D per i reperti più complessi.
Un ruolo importante sarà affidato anche alla formazione, con tirocini, summer school e workshop aperti a chi vorrà specializzarsi in egittologia, papirologia, restauro e digital humanities.
Infine, l'obiettivo dell'accessibilità: rendere i risultati della ricerca comprensibili e significativi anche per il pubblico museale, non solo per la comunità accademica, attraverso questa nuova infrastruttura di ricerca interdisciplinare, ME-Scripta permetterà lo studio critico, la conservazione e, allo stesso tempo, la divulgazione pubblica delle collezioni manoscritte del museo: la ricerca non resterà quindi confinata agli addetti ai lavori, ma diventerà patrimonio condiviso con il pubblico e con la città, contribuendo alla più ampia missione accademica e culturale dell'istituzione.
È in questa direzione che si inserisce anche l'intelligenza artificiale per lo studio dei papiri, pensata per riconoscere, confrontare e riunire virtualmente corpora oggi dispersi tra collezioni internazionali diverse.
Non solo online: la mostra "Il Gruppo di Soter"
Uno dei momenti pubblici più attesi di ME-Scripta sarà la mostra Gruppo di Soter del Museo Egizio, in programma dal dicembre 2027 al maggio 2028. Per la prima volta dopo due secoli verrà presentato un corpus di oggetti funerari attribuiti all'arconte Soter e alla sua famiglia, provenienti da una tomba tebana riutilizzata in epoca romana e oggi dispersi tra diverse collezioni europee, incluso il Museo Egizio. La mostra, accompagnata da un catalogo bilingue italiano-inglese, sarà un esempio concreto di come la ricerca scientifica possa tradursi in un'esperienza messa a disposizione di tutti.
Un progetto reso possibile da Fondazione CRT
Il centro di ricerca Museo Egizio nasce anche grazie a Fondazione CRT, il cui contributo è
fondamentale perché consente di investire sulle risorse umane, tecnologiche e scientifiche necessarie a realizzare questa visione: un vero e proprio progetto di ricerca costruito insieme a Fondazione CRT.
Grazie a questa collaborazione, il Museo Egizio può avviare fin da ora la costruzione della squadra di ricerca che guiderà il progetto nei prossimi anni, garantendo continuità e sostenibilità a un'iniziativa pensata per durare ben oltre la sua conclusione formale.
Il patrimonio scritto dell'antico Egitto conservato a Torino è già oggi in parte esplorabile online: la Turin Papyrus Online Platform è consultabile su collezionepapiri.museoegizio.it, punto di partenza da cui ME-Scripta prenderà il largo nei prossimi anni.
info@museitorino.it
011 44 06 903
Dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 18:00