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Una nuova sala immersiva al Museo Egizio

info@museitorino.it
011 44 06 903
Dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 18:00
Quali mondi si aprono quando guardiamo un oggetto?

Dietro ogni reperto c'è un paesaggio: la terra e il fiume da cui proviene la sua materia, le mani che l'hanno lavorata, i colori e i suoni di un ambiente che il tempo ha trasformato. Il 20 novembre 2026 il Museo Egizio inaugura una sala immersiva che restituisce al pubblico proprio questo: uno spazio di sperimentazione che nasce dalla ricerca e ne racconta gli esiti in una chiave innovativa.

Chi scenderà le scale ed entrerà nell'ipogeo del Museo farà un viaggio lungo le sponde del Nilo, tra le atmosfere, i colori e i suoni dell'Egitto, dall'antichità attraverso le successive trasformazioni del paesaggio.

Pur inserendosi nel solco delle esperienze immersive legate al mondo storico-artistico, questa sala è la prima del suo genere in ambito archeologico. Grazie alla sua struttura flessibile, potrà accogliere contenuti sempre diversi.

Un progetto che guarda al futuro del Museo, reso possibile dal sostegno di Brightstar: uno spazio altamente tecnologico, con un programma di visite guidate che ne garantirà la fruizione al pubblico.

La sala è inoltre realizzata grazie al contributo di Lavazza.

Come nasce il progetto?

Il percorso di restituzione pubblica avviato nel 2024 con l'apertura gratuita della Cappella rupestre di Ellesiya aggiunge un nuovo fondamentale tassello all'esperienza di visita del museo, con un'immersione nelle atmosfere, nei colori e nei suoni dell'Egitto, dall'antichità attraverso le successive trasformazioni del paesaggio.

Una macchina narrativa adattiva dove la proiezione immersiva non è solo il mezzo di comunicazione ma è essa stessa prodotto di ricerca tecnologica, un tema che accomuna profondamente i partner di questo progetto.



Dalla biografia dell’oggetto al paesaggio e ritorno

Quando guardiamo un reperto in vetrina entriamo in relazione con tutti i suoi aspetti materiali: la forma, i colori, eventuali segni del tempo; tuttavia, in questa operazione è come se stessimo osservando il fermoimmagine di un video molto più lungo che riguarda la storia di quell’oggetto.

Ogni reperto, infatti, possiede una biografia complessa, che comprende tutto l’insieme di eventi che lo hanno generato (l’idea dell’artigiano, la scelta delle materie prime, la realizzazione, gli usi successivi), la storia che lo ha portato dove lo si osserva oggi (lo scavo archeologico, gli studi e gli interventi conservativi).

Questo spazio accompagna il pubblico proprio alla scoperta di questi capitoli biografici, concentrandosi innanzitutto sul paesaggio, inteso come co-protagonista del racconto della vita del reperto.

Esistono diversi tipi di paesaggio: quello naturale che offre materiali, condizioni ambientali e climatiche; quello culturale che comprende le comunità che nel corso del tempo hanno abitato, organizzato e trasformato il territorio; quello economico attraverso il quale si ricostruiscono le reti attraverso cui circolavano le risorse, le tecniche, i saperi e i prodotti; quello simbolico che permette di comprendere perché alcune forme e immagini siano state scelte per oggetti specifici.

Il contesto, proprio perché parte integrante dell’oggetto, sarà il grande protagonista di questo racconto.

La materia di cui gli oggetti sono fatti, per esempio, rimanda alle risorse che l'ambiente rendeva disponibili: argille, pietre, minerali, fibre vegetali, legni, pigmenti. La tecnica racconta il modo in cui quelle risorse sono state selezionate, lavorate e trasformate. La forma e l'uso rivelano gesti, pratiche quotidiane, funzioni sociali. La decorazione apre a un livello ulteriore: un paesaggio di immagini, memorie e significati, in cui elementi naturali, simboli e credenze vengono tradotti in segni visibili.

 

Quale paesaggio e quale Egitto?
Questa sala intende condurre le persone alla scoperta del paesaggio, proponendo la ricostruzione di contesti e ambienti della valle del Nilo, per restituirne un’immagine quanto più possibile veritiera e lontana dagli stereotipi.

Il cinema, le illustrazioni, la fotografia e la comunicazione turistica hanno infatti contribuito a creare nell’immaginario occidentale un’idea dell’antico Egitto ridotta a pochi elementi chiave: il deserto, la monumentalità, il mistero e il potere. Tuttavia, il paesaggio nilotico è un ecosistema ben più articolato e questo nuovo spazio immersivo offre al pubblico una immersione in quella complessità, come se ci si potesse recare virtualmente lungo le sponde del Nilo.

L'inaugurazione della sala immersiva darà al pubblico in visita a Torino l'opportunità di approfondire il contesto dei reperti della collezione: non solo offrirà una prima introduzione al museo, ma aggiungerà anche un elemento finora assente, il paesaggio egiziano da cui quei reperti provengono e a cui restano intimamente legati.
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Dal lunedì al sabato dalle ore 9:00 alle 18:00